Sulla partita di ieri non c’è molto da dire, se non che ancora una volta la Virtus in casa è riuscita a fare la partita che ha voluto, come ha voluto e quando ha voluto. Per demeriti di Roseto, onestamente arrivata a Bologna un po’ “in ciabatte” - vista la certezza di un sesto posto non migliorabile - ma soprattutto grandi meriti dei bianconeri, sia come applicazione difensiva che come approccio alla partita. Quello che era mancato nel derby e in generale in trasferta, si è visto ieri, come d'altronde quasi sempre in casa.
La Virtus chiude quindi la sua regular season al secondo posto, con 42 punti assieme a Treviso (prima) e Trieste (terza). Paradossalmente, i bianconeri avrebbero la differenza canestri a favore con entrambe, ma ha deciso la classifica avulsa, con il 2-0 di Treviso su Trieste che ha sparigliato le carte a favore della squadra di coach Pillastrini. Le Vu Nere hanno costruito buona parte della loro classifica alla Unipol Arena, dove sono arrivate 13 vittorie su 15 partite. In trasferta invece cammino più difficile ma comunque positivo, con 8 vittorie e 7 sconfitte.

Qualche cifra, che conferma la forte trazione offensiva della squadra. La Segafredo chiude col miglior attacco del girone Est, unica sopra gli 80 punti di media (81.7), la miglior valutazione media (91.5), e la seconda miglior percentuale da tre (26.8%) dopo Piacenza. E’ la prima squadra per recuperi (9.0), mentre difensivamente è al settimo posto con 74.0 punti subiti di media. Individualmente, Kenny Lawson è leader sia per punti segnati (18.5, sesto miglior marcatore del girone) che per rimbalzi (7.7, undicesimo). Michael Umeh segue a ruota con 17.3 punti segnati, ed entrambi tirano da tre ben oltre il 40%. In doppia cifra di media anche Marco Spissu (11.7) e Guido Rosselli (11.2).

Adesso arrivano i playoff. E si riparte da 0-0, come ha detto più volte coach Ramagli. C’è davvero curiosità, perché dati i presupposti di inizio stagione la Virtus ha fatto un campionato straordinario, andando oltre ogni più rosea aspettativa e soprattutto riavvicinando i tifosi alla squadra, cosa che non era scontata e non va mai dimenticata.
Ma in corso d’opera - e ormai è cosa arcinota - è cambiata la proprietà e sono cambiate le prospettive, con la volontà di provare a fare di tutto per essere già da quest’anno quell’unica squadra che verrà promossa in serie A dopo una lotteria di playoff che potrà arrivare a 20 partite in 53 giorni. Per essere più “corazzati”, la Virtus sta cercando di portare a casa un rinforzo, puntando forte su Stefano Gentile. Se così sarà, i bianconeri sulla carta faranno un notevole salto di qualità, anche se parecchi equilibri consolidati andranno rivisti in pochissimo tempo. In attesa del rinforzo, si può iniziare a pensare al tabellone playoff.

Per prima cosa si nota che se derby sarà, arriverà solo in finale, e sarà giocato tutto alla Unipol Arena. I bianconeri - infatti - sono finiti da secondi dal lato del tabellone di Biella, che avrà subito l’ostica Verona. Ma prima di pensare a quei piemontesi ci sarà da affrontarne altri, ovvero Casale Monferrato, e poi eventualmente la vincente di Legnano-Roseto. Casale è una squadra che conta parecchi ex bolognesi. C’è il DG Marco Martelli, ex giornalista di Repubblica Bologna, e coach Marco Ramondino, già vice di Zare Markovski alla Biancoblu. In campo ci sono gli ex bianconeri Fabio Di Bella, Brett Blizzard e Nicolò Martinoni, mentre Mitja Nikolic (al momento infortunato) è arrivato in corso d’opera dalla Fortitudo. Si parte domenica 30 aprile, con la grande novità del PalaDozza, che sarà davvero una cosa nuova per tutti, anche e soprattutto per i giocatori che dovranno trovare prima possibile i nuovi riferimenti. Oltretutto la serie si giocherà con la formula 2-2-1, per cui le prime due partite in casa non si potranno davvero sbagliare. La Virtus ha una settimana per archiviare il tanto di buono fatto fin qui e prepararsi al meglio ad andare in guerra, per usare le parole di Klaudio Ndoja.

UDINE - FORTITUDO, IL DOPOPARTITA
BIGNAMI CASTELMAGGIORE - UPEA CAPO D'ORLANDO 93-91