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(foto Virtus Bologna)
(foto Virtus Bologna)

Dopo una settimana e tre partite - tutte perse - si può dire che l’attesa “scossa” che la società Virtus auspicava dal cambio di allenatore non c’è stata. Certo, giocare ogni 48 ore non aiuta - e sarà così ancora per i prossimi dieci giorni - e ancora di meno aiuta essere di nuovo senza playmaker. Con Vildoza fuori fino ai playoff e Pajola che dovrebbe rientrare a fine mese si valuta un intervento sul mercato, ha detto Jakovljevic alla fine. Il coach ha anche aggiunto una frase destinata a far discutere: “non ho nulla da rimproverare ai miei giocatori”. Sicuramente Venezia non è un cliente facile, ma a parte gli ultimi minuti, in cui si è visto un po’ di “sacro fuoco” e la partita era stata ripresa (prima dello sciagurato fallo di Edwards) l’elettroencefalogramma della squadra è parso ancora una volta abbastanza piatto. Per ripetere il concetto, tutti (e in primis la società) si aspettavano un cambio di passo dalla sostituzione di Dusko Ivanovic, e una responsabilizzazione dei giocatori. Per ora si è visto nulla di tutto ciò. E alcuni giocatori che nell’ultimo periodo del coach montenegrino erano in forte crescita - Diarra e Ferrari - ora giocano scampoli di partita.

Dal punto di vista della classifica, la Virtus ha ancora il destino nelle sue mani, ma adesso il margine d’errore è zero, con Brescia appaiata e Milano e Venezia a -2. Ma prima di fare calcoli occorre soprattutto ritrovare fiducia, e ricostruire le gerarchie dopo uno scossone che evidentemente non è ancora stato assorbito. Ci sono ancora tre partite di Eurolega, che andranno gestite nel miglior modo possibile, ovvero cerchiamo di uscire da queste partite con 12 giocatori sani e salvi, come ha detto Jakokljevic, che dovrà soprattutto lavorare a livello mentale, perchè la squadra sembra entrata in una brutta spirale di negatività.

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