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(foto Virtus Bologna)
(foto Virtus Bologna)

VIRTUS BOLOGNA – KOSNER BASKONIA VITORIA-GASTEIZ 

Ultimo appuntamento casalingo d’Eurolega della stagione, la Virtus ospita Baskonia, in tempi lontani dalla prima finale della competizione che le vide finaliste. La squadra di Paolo Galbiati arriva a Bologna con una striscia di 3 vittorie a fila, dimostrando che anche quando il passaggio del turno è andato da mesi (per loro in pratica da sempre scontando lo 0-6 iniziale), è possibile restare concentrati e dentro la manifestazione. Baskonia è la peggiore di tutte in trasferta, 1-17, pure gli scaramantici potrebbero pensare che il bonus di una su mille sia già andato, ma le attuali paure e debolezze virtussine non scacciano gli incubi da saudade dai natii Paesi Baschi. Vitoria, in recupero, dista una sola partita dalla Virtus, vincendo in Fiera coglierebbe il sorpasso, impensabile solo 2 mesi fa, dimostrando che l’attitudine vincente vada coltivata giorno per giorno. In realtà la loro stagione è già archiviabile come trionfale, avendo fatto propria la Copa del Rey in un finale avvincente col Real Madrid, festeggiata in un tripudio di popolo nell’intera città al ritorno degli eroi. Galbiati non ha quasi mai avuto a disposizione integro al 100% la sua stella, Marcus Howard, fromboliere irreale, traendone spizzichi importanti ma mai continuativi, dovendo così riadattare il gioco che faceva conto su difese sempre appresso al nativo di Morristown. Ha a disposizione un gruppo molto atletico con la bacchetta di comando nella mani di Luwawu-Cabarrot, ben lontanto dal poco esibito a Milano. Nel gioco simil Valencia, ma meno organizzato, spicca il lungo Diakite, con buone mani anche dall’arco, limitato soprattutto dal suo costante lamentarsi di tutto e di più, oltre alla grande ascesa di Forrest, play con grande libertà di uccidere, che già mira a palcoscenici più prestigiosi. L’atletismo non manca in giocatori come l’esterno Simmons o il più interno Omoruyi, mentre le mani calde dei tiratori son quelle del lituano Radzevicius e del francese Frisch. In tutto questo, amalgamato da Galbiati in corso d’opera, ha perso spazio Spagnolo, meno atletico e quindi meno adatto al gioco proposto, che giostra sempre e solo da guardia, lasciando qualche momento da play anche al piccolissimo Nowell. Fuori da tempo per infortuni il centro Diop ma soprattutto il tuttofare Sedekerskis. I baschi giocano ad un ritmo elevatissimo (dietro solo a Paris), tirano tanto da 3 ma molto pure da 2, in quello sono equilibrati, e dato il ritmo passano tanto ai liberi, dove primeggiano. Non inclini a buttar palloni, senza svettare con gli assist. Dietro subiscono tantissimo in area e forzano poche perse, a rimbalzo sono sui numeri bianconeri, concedendone però di più. Per una Virtus che necessita come non mai la vittoria, questa partita deve divenire un obiettivo da scalare assolutamente, per mettersi dietro Baskonia definitivamente in classifica, per ritrovare feeling con la vittoria che ora pare utopica così da scacciare cattivi pensieri. E serve ancora di più farlo con gli assenti attuali, in modo che ognuno possa essere responsabilizzato e trarne benefici, anche se difensivamente la Virtus pare lontano da quanto possa servire in Eurolega. La prolungata assenza di Pajola, in assenza di un capobranco come fu Shengelia, si paga in fatto d’intensità, nessuno a dare l’esempio, nessuno dimostra quanto sia importante farlo. E’ quello che si aspetta il pubblico, oltre al coach che deve ancora bagnare con la vittoria la sua propomozione. 

Si gioca venerdì ore 20:30 alla Virtus Arena, in tv su Sky, streaming Now, in radio su radiobolognauno.it.

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