(Foto Mauro Donati)
(Foto Mauro Donati)

Prima o poi doveva capitare, è capitato, e paradossalmente la caduta è stata fragorosa, almeno nelle dimensioni, così come era stata fragorosa la partenza di questa squadra: praticamente mai a rischio sconfitta prima, devastata nel mercoledì udinese dove mai c'è stata partita. Ok, le cifre locali sono state talmente anomale (5/12 da 2 e 20/40 da 3, a Grinnell applaudono e chiedono la SIAE) da pensare che non sarà sempre così, ma la giornataccia è partita fin dalla palla a due. Tripla Udine, errore al tiro, rimbalzo offensivo, scippo, altra tripla. 0-6 dopo una settantina di secondi, e stavolta nemmeno Caja ha potuto risollevare il trend. Il bello, forse, è che la squadra è collassata nel collettivo, quasi a voler dire che si vince tutti insieme - al netto delle differenze tra titolari e panca - e insieme si cade.

Poco da dire, sul rendimento: ieri hanno fallito i quattro titolari per primi, i cambi si sono adeguati (il solo Taflaj con valutazione positiva, gli altri hanno collezionato un complessivo -17. -17), ed è chiaro che al momento della sollecitazione la risposta non è stata positiva. Pur riconoscendo che, salire sul meno tantissimo, risalire da un crepaccio sarebbe difficile anche a Messner, figurarsi a Morgillo e compagni. Ma, come detto, tutto è nato all'alba della gara, e dai titolari: disperso nella zona Ogden, svagato Fantinelli - tenuto poi a riposo - e tutto il resto a ruota. Ok, Udine era una gara che si poteva anche non vincere, e vabbè. L'importante ora è non pensare che tutto sia da buttare, l'occasione per il riscatto c'è senza nemmeno dover tornare a Bologna (ci si sposta di una trentina di km), ma la domanda è questa: la vera Fortitudo è quella delle vittorie, o quella di ieri? A metà strada, certo. Ma come sarà tornare nel gruppo, benchè tra le prime, dopo essere andati avanti per così tanto in solitaria?

 

Just like heaven - Forse il solo Taflaj, che ha dimostrato come in campo ci possa andare. D'altra parte un po' di esperienza di alto livello di A2 ce l'ha.

Disintegration - Il primo a collassare è stato Fantinelli, tutti gli altri dietro. Ok, giornata storta, stortissima. Può succedere, d'altra parte c'è un precedente speranzoso. Nel 1987-88, la squadra che poi avrebbe superato nei playoff la Virtus, dopo 11 vittorie di fila, andò a schiantarsi a Fabriano, venendo ventellata e beccandone 106. Andò poi a finire come ben ci ricordiamo.

Oggi "Euromario", il martedì alle 18 su Radio Basket Italia
La Virtus parte oggi per Atene