Un solo tempo di fiato, per la Fortitudo, e questo non è abbastanza per andare a far saltare il fattore campo contro una Torino sonnolenta prima e poi semplicemente aggrappata ai continui cesti dell’USA Mayfield. E forse tutto gira attorno a questo: di là l’esterno ne fa 35, di qua virgola di un acciaccato (fascia del piede destro) Thornton. E allora, quando sarebbe potuta essere una opportunità e questa viene non tanto persa ma resa quasi impossibile da svolgere, allora si fa come si può. E, in questo momento, la Fortitudo limitata dalle assenze e da certe presenze, oltre non può andare.

Si parte con Niang in quintetto e in primo gol della gara, poi è un lento trottare collettivo dove Torino parte 12-6, dove la Fortitudo impatta subito, dove si fa un po’ per uno nel controllo del primato e, giustamente, si chiude la frazione in parità, a quota 19, come si trattasse di uno scrimmage senza particolare necessità di far faccia cattiva.

La Fossa inizia a cantare dopo il già visto silenzio di inizio gara, ma a cantare è un po’ tutto il collettivo Fortitudo, che ha un po’ da tutti, gira bene la palla e sa andare a punire laddove Torino, in carenza di centimetri, non capisce bene come reagire. Vasl e Cucci bollano i cesti del primo vantaggio, Niang mette anche i liberi, Torino si perde per strada, 47-35 al 20’.

Più grintosi i gialli dopo l’intervallo, la Fortitudo fatica a capire che l’andazzo è cambiato soprattutto quando, nella parte centrale del quarto, l’area viene chiusa meglio e di riflesso aumentano le problematiche difensive. Minuti di silenzio offensivo, 11-3 di parziale e contatto quasi raggiunto, specie quando Cucci e Candussi devono per forza di cose andare a rifiatare. E 59-56 esterno al 30’.

Mayfield prende possesso della partita, con cesti e passaggi che sono il sorpasso (65-62). Il problema è che non si segna più, se non con sporadici tiri liberi, con la differenza tra chi corre e chi invece cammina, o è costretto a camminare. Si scende a -10, poi l’unico tentativo di rientrare si scioglie quando la sfida di triple tra i lunghi dice sì per Guariglia e no per Candussi, portando al classico gioco-partita-incontro. Italiano e Vasl cercano di riaprirla, ma Mayfield mette il gol dal centro dell’area, e si esce sconfitti. Peccato, per come si stava mettendo.

(foto Fortitudo Pallacanestro Bologna 103)

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