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(foto Virtus Bologna)
(foto Virtus Bologna)

Di sicuro la Virtus di ieri sera ha delle attenuanti, perchè a un certo punto la coperta è diventata davvero corta. Oltre alle due assenze previste c’è stato subito il pesante infortunio di Morgan (curiosamente, la Olidata ha sempre perso in campionato senza di lui) e i soli 3’ di Diouf, un po’ per una condizione fisica non ottimale e un po’ per quel no comment detto da Ivanovic a fine partita. Ma se sei a +17, non dovresti farti rimontare e perdere. La gestione dell’ultimo quarto è stata rivedibile, diciamo così, ed è arrivato un parziale di 13-32 negli ultimi 12 minuti. E aver giocato l’ultima azione senza i due principali giocatori da crunch time non ha aiutato, ecco. Senza Vildoza ed Edwards, tolto per l’azione difensiva e poi impossibilitato a rientrare vista l’assenza di timeout, gli altri hanno fatto davvero fatica a costruire un buon tiro. In conferenza stampa Ivanovic ha deciso di usare il bastone, dicendo senza mezzi termini che fare una partita così dopo una grande vittoria è sintomo di essere una piccola squadra. Una dichiarazione pesante, che per certi versi ricorda quella di dieci mesi fa a Belgrado dopo la sconfitta col Maccabi; allora il coach montenegrino disse non abbiamo avuto la mentalità di una squadra. Soprattutto nel terzo quarto, alcuni giocatori hanno giocato da perdenti. Non mi è piaciuta la mentalità di alcuni dei miei giocatori. Ovviamente il contesto è molto diverso - lì c’era una striscia aperta di sconfitte in Eurolega - e molto diversa è anche la squadra. L’impressione è che Ivanovic abbia voluto tenere sulla corda un gruppo giovane, e quindi per sua natura soggetto ad alti e bassi. Di talento ce n’è meno rispetto al passato, quindi quel che conta è mettere sempre in campo il massimo livello di energia. E ieri non è successo, almeno negli ultimi 12 minuti. Peraltro, andando a guardare i vari campionati europei le Vu Nere sono in buona compagnia: Panathinaikos, Milano, Barcellona, Baskonia, Parigi, Bayern e Stella Rossa hanno tutte perso in casa. Che l’Eurolega consumi una quantità di energie fuori dal normale è un dato di fatto.

La risposta della squadra, in ogni caso, è attesa a stretto giro di posta, dato che i prossimi sette giorni saranno se non decisivi, di sicuro molto importanti. Il doppio turno di Eurolega - soprattutto la partita di mercoledì contro l’ASVEL - è cruciale per restare attaccati al treno play-in. La sfida di Brescia di lunedì prossimo, con la squadra di Cotelli che avrà una settimana per preparare la partita, è già uno spareggio per il primo posto. Chiaramente regular season e playoff sono due cose molto diverse, ma l’obiettivo resta quello di vincere. Molto dipenderà anche dalla condizione fisica, e possibilmente dal recupero di qualche infortunato. Senza dimenticare un possibile aiuto dal mercato, se si trovasse il giocatore giusto. 

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