Boniciolli, "La Fortitudo deve stare vicino a Caja. E nessuno parla del danno subito nei playoff con Trapani"
Matteo Boniciolli è stato sentito da Damiano Montanari per Stadio. Un estratto dell'intervista.
Cambiare spesso assetto per i numerosi e importanti infortuni subiti ha molta incidenza in un gruppo allenato da un ottimo coach come Caja, abituato a far funzionare le sue squadre come un orologio svizzero. Per certi versi, Attilio e Moretti sono simili, facendo del sistema e della solidità difensiva le loro cifre distintive. Altrettanto chiaro è che in trasferta la Fortitudo non può contare su un fattore campo che la fa partire in casa sempre da +10 e la aiuta a sopperire a carenze strutturali, fin qui dovute in massima parte alla sfortuna. La società fa bene a stringersi attorno ad un allenatore di grande competenza come Caja, ma mi si permetta una parentesi. Rispetto al fallimento di Trapani, ho sentito molti commenti riguardanti la regolarità del campionato di Serie A, ma non ho sentito nessuno parlare del danno enorme subito due anni fa dalla Fortitudo, che perse una finale playoff contro una squadra che evidentemente spendeva più di quanto si potesse permettere.
La promozione? Il club, inteso come società, pubblico, struttura, allenatore e squadra possono ambire a risultati importanti. Dipenderà molto da come staranno i giocatori e dalle condizioni in cui la Fortitudo si presenterà ai playoff. Pensiamo a Trieste, che due anni fa disputò una regular season al di sotto delle attese per i molti infortuni patiti, ma poi ai playoff, recuperati i giocatori in infermeria, conquistò la Serie A in modo trionfale.
Sono tifoso della pallacanestro bolognese. Alla Virtus sono stato poco facendo piuttosto bene. Sto seguendo il lavoro di Ivanovic con entusiasmo: da coach straordinario quale è sta dimostrando di poter fare basket di alto livello valorizzando giovani come Diouf, Niang e Ferrari, che ha fatto la scelta migliore per la sua carriera. Sono molto grato per l'occasione che a suo tempo mi diede Claudio Sabatini, che con me come allenatore vinse una EuroChallenge, ma è chiaro che per gli anni che ho trascorso in Fortitudo quella è la mia squadra. L'ambiente biancoblù ti lascia addosso qualcosa che non puoi più togliere: per questo nelle esperienze successive non bisogna commettere l'errore di fare paragoni in termini di atmosfera e passione."
