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Foto Fortitudo Pallacanestro 103
Foto Fortitudo Pallacanestro 103

Demis Cavina è stato ospite di Sport Club su E-Tv.

Andavi in Fossa, da giovane. “Sì, poi non posso essere considerato un ‘tifoso’: ne ho incontrati con la T maiuscola, il tatuaggio, non posso essere paragonato a questi che formano il nostro popolo. Ma andavo in Fossa a vedere squadre epiche. Mi riconoscevo nei valori di questo ambiente, il mio amore per la Fortitudo è legato al passato e a quello che rappresentava allora. E a maggior ragione sono contento oggi di farne parte”

Quando è che avete iniziato a parlare, tu e la Fortitudo? “Ci siamo conosciuti bene ad una partita, dove io ero stato invitato al Paladozza dalla squadra ospite, a fine marzo. Non si era parlato di dettagli, ma è lì che c'è stata la prima conoscenza. Abbiamo espresso reciprocamente delle idee, poi la cosa si è concretizzata a fine campionato sulla base di ragionamenti che io, tecnicamente, avevo già fatto. Dovevo poi aspettare la fine del campionato di Verona e questo ha tardato l'ufficialità, ma io operartivamente sono sempre stato abituato a pensare subito alle mie stagioni successive, e qui tutto è andato molto veloce. A fine marzo ci siamo conosciuti, ci sono stati poi gli incontri per dirci quello che dovevamo dirci”

Perchè non è rimasto Della Rosa? “Siamo partiti da un gruppo numeroso, alcuni avevano ancora contratti in essere e in certi casi qualcuno, come anche Della Rosa, non faceva parte del progetto tecnico. E' questione di incastri, non c'è nulla contro il giocatore che conosco così come conosco la sua famiglia: lui ha espresso in modo emotivo un basket idoneo alla piazza, ma ad esempio un mese fa non sapevamo la situazione di Fantinelli, che ora pare vada per il verso giusto. Quindi ci serviva qualcuno che potesse giocare sia con Matteo che anche in ruolo di 2: Della Rosa non è stato bocciato, ma è stata una questione di incastri””

L'attuale quintetto ideale? E chi vorresti come straniero? “A me piace variare i quintetti e quel che conta sono quelli che la partita la finiscono. Tra Fantinelli e Zanelli sarà un bello scegliere, ma ancora adesso non ricordo esattamente i giocatori che abbiamo già ufficializzato. Soprattutto per i nuovi acquisti, la novità rispetto al passato è l'idea di giocatori che possano occupare più ruoli, oltre ad un buon numero di giovani per allungare il roster. Gente duttile, la squadra che è nata deve essere camaleontica. La guardia americana sarà fondamentale"

Che caratteristiche dovrebbe avere? “Abbiamo deciso di non avere fretta per fare la scelta giusta. Un Lacey, un McGee, un qualcuno di questo genere. Come fattibilità, deve accettare la A2, un certo tipo di gruppo e di range economico”

Ti hanno chiesto la promozione? “No, me la chiedo io, ce lo chiediamo noi. Non voglio fare paragoni, io vorrei portare modi di comunicazione diversi rispetto a quello che c'è in generale. Nessuno ha mai vinto senza aver detto prima che lo voleva fare, noi vogliamo provarci ma non è detto che lo faremo. Gentilini vuole la A1 in due anni, sappiamo che ci sono squadre molto apprezzate, noi ci proveremo fin dal primo giorno”

Cosa hai detto ai giocatori rimasti? Hai annunciato o ti sono state chieste novità? “Non ho detto niente, a me piace imparare a conoscere i miei collaboratori (e il mio staff sta già lavorando alla grande) attraverso il lavoro. Non sono uno di grandi parole, vorrei che la parola d'ordine fosse ‘condivisione’, anche col sorriso. Io non sono un allenatore facile, ma mi piace affrontare le cose con il sorriso e vorrei che tutti avessero questo approccio. Solo chi suda, poi, arriva ai risultati. Ai vecchi giocatori ho chiesto di approcciarsi ai nuovi per diminuire i tempi del loro ambientarsi, fare loro capire dove sono arrivati, e penso che dall'entusiasmo che c'è che questo processo sarà molto breve”

Punti su Mazzola? “E' importante per il nostro gruppo, è motivato, spero possa continuare il suo percorso di rieducazione per poter essere già il 10 agosto con gli altri”

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