Virtus, il punto dopo l'Olympiacos

La partita peggiore dell’anno, arrivata al termine della settimana peggiore dell’anno. Poco altro da dire, se non è che al Pireo i bianconeri - dopo un buon primo quarto - sono finiti letteralmente travolti da una squadra eccellente, e anche particolarmente motivata dopo la sconfitta di Dubai. E’ stato un no contest, in cui a un certo punto si è toccato anche il -39, e basta un solo dato per far capire l’abissale differenza di valori in campo. Nei due quarti centrali il punteggio è stato 65-27.
Sicuramente le Vu Nere avrebbero potuto e dovuto provare a combattere di più, invece a parte pochi momenti e pochi protagonisti (Jallow subito, l’applaudito ex Hackett più avanti) l’elettroencefalogramma è sempre stato piatto. Ma sinceramente non cambia nulla: semplicemente stanchezza e assenze hanno presentato il conto, che questa settimana è arrivato. E così è arrivato il crollo contro Trento e le due sconfitte che chiudono anzitempo l’Eurolega bianconera. I play-in sono ormai irraggiungibili, nelle undici partite restanti bisognerà semplicemente continuare a giocare, e magari fare qualche esperimento. Il focus ora si sposta su Coppa Italia e campionato, e a questo proposito lunedì sera a Brescia c’è uno spareggio - già quasi decisivo - per il primo posto. La Germani non fa le coppe per scelta, e ha avuto una settimana di tempo per preparare la partita. La Virtus invece ci arriverà incerottata e stanca, sperando almeno di recuperare Diouf e Morgan. Ovviamente avere due effettivi in più potrebbe fare la differenza, e quello che ci si aspetta è che le facce siano ben diverse da quelle remissive viste ieri.
Sul fronte mercato, Canka a brevissimo dovrebbe uscire in prestito, mentre si attendono novità in entrata. Ieri sera Ivanovic, interrogato dalla stampa greca, ha spiegato che secondo lui che il vantaggio maggiore è per le squadre che hanno giocatori che giocano da tempo insieme, e migliorano giorno per giorno in allenamento. Ma è vero anche che se ti serve qualità, aggiungi giocatori. Aggiungere un giocatore a un sistema è un rischio, ma a volte è necessario. Il coach montenegrino parlava a livello generale, ma il suo si applica perfettamente alla Virtus di questo periodo.
