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(foto Virtus Bologna)
(foto Virtus Bologna)

La maledizione della Coppa Italia colpisce ancora. Ancora una volta la Virtus torna dalle Final Eight senza niente in mano, e con tanto amaro in bocca. Contro Tortona è stata una partita difficile fin da subito, contro una fisicità avversaria ben superiore alla media del campionato italiano, ma a un certo punto le cose si erano messe bene, sul +9 nel terzo quarto. Da lì in poi si è spenta completamente la luce, a livello fisico è mentale. la Bertram ha infilato un 16-0 (poi diventato 35-15) che ha ribaltato e indirizzato la partita. E per citare un’altra statistica chiave, la squadra di Fioretti ha catturato ben 17 rimbalzi offensivi, sfruttando benissimo quello che è ormai un problema cronico per la Olidata.

Tante cose si potrebbero dire per commentare l’ennesima delusione in Coppa Italia, ma basti un dato. La Virtus ieri sera ha giocato la partita ufficiale numero 51 della sua stagione, e l’ha fatto con una rotazione ridottissima e con un solo playmaker di ruolo, viste le assenza di Pajola e Hackett, i migliori difensori sugli esterni che su Hubb avrebbero fatto decisamente comodo. E’ chiaro che la coperta è corta: l’unico innesto in corsa, Ferrari, gioca poco o nulla e l’uscita di Taylor per ora non è stata rimpiazzata. Va detto che un eventuale innesto in LBA giocherebbe ben poco, e quindi non è nemmeno facile trovare un giocatore che venga a Bologna sapendo di fare lo straniero di scorta, ma fatto sta che a oggi la coperta è molto corta. Ivanovic ama ripetere che la stanchezza non esiste, ma ieri sera il coach montenegrino ha riconosciuto anche che a inizio stagione la squadra difendeva meglio, e dalla difesa scaturivano punti facili in transizione. Ora questo non accade più. Non vedere in questo un momento di appannamento fisico (a.k.a. stanchezza, per chi ricorda il gergo dei vecchi newsgroup) è molto difficile. E la stanchezza, pardon l’appannamento fisico, è acuita dal fatto che le rotazioni sono ridotte: Ferrari pare aver preso il posto di Canka nell’ultimo posto della panchina, e Taylor non è stato sostituito. Poi, ma solo poi, si può parlare della partitaccia di Edwards (2/16 al tiro e -7 di valutazione), che in serate come queste è deleterio. Ma il problema principale di ieri deriva dal fatto di essere arrivati a Torino ai minimi termini, inutile nascondersi.

A questo punto, resta solo il campionato. La situazione è analoga a quella dell’anno scorso, pur con una squadra molto diversa, più giovane e meno costosa, e che in Eurolega ha fatto comunque meglio, anche se non c’è alcuna speranza di play-in. La Coppa Italia è andata, per cui l’unico obiettivo resta il campionato: vincere o no farà ancora una volta la differenza tra una stagione memorabile e una deludente. Conterà arrivare ai playoff nella miglior posizione in griglia possibile, ma soprattutto nelle migliori condizioni fisiche, quelle che ora paiono davvero lontane. A maggio, terminata la maratona dell’Eurolega - che ha ancora dieci lunghe giornate da giocare - ci sarà finalmente tempo per allenarsi. E questo potrebbe fare la differenza.

Oggi su Rete8 qsvs (canale 81 del dtt) "Basket Land", alle ore 22
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